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PRELIEVI IN CONTANTI: QUANTO E COME?





Come evitare di incappare in accertamenti quando decidiamo di preleverare o versare sul conto



Lo spauracchio è sempre il solito: l'AGENZIA DELLE ENTRATE con la sua "longa mano" e il suo occhio! Il Fisco pur di mettere le mani sui conti dei cittadini trova sempre una soluzione: ormai ci manca solo che venga a controllarci anche i battiti cardiaci e quante volte respiriamo in un minuto! Figuriamoci sui nostri conti, i nostri bonifici, i nostri prelievi, i nostri versamenti, qualunque operazione che movimenti denaro.

Anche se sei il Fisco, però, hai dei limiti, volente o nolente: non vuol dire avere sempre carta bianca e tutto è permesso,  non significa che ad ogni transazione, sia autorizzato a bussare alla nostra porta. Può in presenza di determinate circostanze scattano i controlli. In questo caso, solo quando si superano determinate soglie sospette! La domanda sempre più ricorrente è:"Quanto si può prelevare prelevare senza correre rischi"?


RISCHIO VERIFICA

In un ordine di controllo, alcune operazioni sono maggiormente rischiose e facilmente soggette, due in particolare: versamenti con bonifico e i versamenti in contanti. I prelievi, invece, sono a rischio minore. Però, può sempre accadere che anche quando si prelevano somme di denaro, la Banca prenda informazioni dal cliente sull’operazione effettuata. La domanda che ne scaturisce è: fino a quanto si può prelevare senza correre rischi?

Diventa necessario fare una distinzione ben precisa sui prelievi in banca allo sportello: se si è titolari di reddito d’impresa o meno. Il Fisco ritiene  che il rischio maggiore di evasione fiscale sia, sopratutto, dove ci sia la titolarità di Partita Iva. A questo punto, il titolare di Partita Iva che superi i mille euro al giorno oppure i cinquemila al mese di prelievo contanti, sarà soggetto ai controlli ficali. Diversamente per il consumatore non titolare di reddito di impresa.


NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO E BANCA

La legge non prevede un limite al prelievo di soldi contanti in banca, piuttosto il limite alla tracciabilità dei pagamenti avvenuti in contanti. A meno che non si sia soggetti titolari di conto intestato ad azienda o società, il prelievo di contante dal conto corrente è libero. Libertà, comunque, limitata e vincolata: la normativa, infatti, stabisce che nel caso di prelievi in contante di sonme superiori ai mille euro, la banca potrà chiedere la ragione di quel prelievo specifico o presentare un modulo, da compilare, sul quale dovrà essere indicata la finalità di quel prelievo.

A questo punto spetterà alla banca stessa valutare se ritenere sospetto o meno il comportamento del cliente ed eventualmente segnarlo all’Ufficio informazioni finanziarie.

Il D.lgs. n. 90/2017 stabilisce una soglia di 15mila euro che può essere ridotta fino a mille se questa risulta essere il frazionamento di un’ operazione di importo maggiore.

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