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GRAZIE SIG.RA VON DER LEYEN, PROVIAMO A CREDERLE, MA...




Oggi le scuse, a nome dell'Unione Europea, da parte di Ursula von der Leyen: oltre alle belle parole, ora, servono i fatti


Le scuse sono sempre ben accette se sentite... ma quelle dell' Unione Europea, come molte altre cose, arrivano un po' troppo... a scoppio ritardato! Dov' era l' UE quando l'Italia faceva presente il problema del Coronavirus che ci ha travolti sia dal punto di vista sanitario che economico? A coltivare gli orticelli di Germania e Olanda (in primis, tanto per non fare nomi)? Noi possiamo avere anche le nostre responsabilità, ma se il concetto di Unione Europea è far finta di niente, far finta di non sentire, salvo poi ravvedersi quando tutta l'Europa è investita e si trova ad affrontare lo stesso problema... beh, mi sembra un discorso egoistico che non regge molto!


Stamattina, improvvisamente, le scuse di Ursula von der Leyen a nome dell'UE: "È vero che molti erano assenti quando l'Italia ha avuto bisogno di aiuto all'inizio di questa pandemia. Ed è vero, l'UE ora deve presentare scuse sentite all'Italia, e lo fa. Ma le scuse valgono solo se si cambia comportamento. C' è voluto molto tempo perché tutti capissero che dobbiamo proteggerci a vicenda. Ma ora l' UE è il cuore pulsante dell'UE". Belle parole Sig.ra von der Leyen ma... perdoni: non credo ci siano giustificazioni per l'ipoacusia bilaterale europea di fronte ad una pandemia, per aver sottovalutato il problema, come penso sia stato inizialmente!


Credo alla buonafede, fino a prova contraria, credo alle scuse ma ancora di più a quello che ha detto: "... le scuse valgono solo se si cambia comportamento". Ed è questo il punto focale: le parole senza i fatti contano poco e nulla! Ha parlato di cambiamento di comportamento dell'UE? Questo è il momento di dimostrarlo concretamente, di dimostrare che l' Unione Europea ha ragione di esistere di nome e di fatto.


Nel suo intervento di oggi sostiene : "... c'è voluto molto tempo perché tutti capissero che dobbiamo proteggerci a vicenda". D' accordo ma, scusi, cosa ci voleva per capire la gravità della situazione, quando l' Italia l'ha fatta presente fin dalle prime avvisaglie? Lei dice di proteggerci a vicenda? Provi a spiegarlo alla Cancelliera tedesca, Angela Merkel, o all'Olanda... onestamente, difendere l'Unione Europea di questi tempi non è facile. Lei ci chiede: "Abbiate coraggio di difendere l'Unione Europea, perché questa nostra Unione ci porterà oltre la crisi. E domani sarà forte nella misura in cui ci impegniamo per lei oggi".


Posso solo dire: speriamo abbia ragione, che siano i fatti a dimostrare le parole! Quello che non condivido del suo discorso è questo: "Se vi occorre ispirazione, guardate ai cittadini europei che stanno insieme con empatia, umiltà e umanità..." . Rispetto il suo punto di vista, ma... perdoni se sono abbastanza scettico sull' empatia, umiltà e umanità di alcuni "soggetti"! Sono italiano e credo nella determinazione della nostra popolazione di rialzare la testa dopo le difficoltà, nel cercare di far ripartire un' economia che è in difficoltà, nella nostra capacità di fare impresa, di rimboccarci le maniche e nella solidarietà... ma chiedere di cercare ispirazione guardando a chi ha cerato e cerca di metterci sotto, come la Merkel, beh, da italiano, mi chiede un po' troppo!


Un passo per volta: prima dimostrate e poi sarete creduti. Bilancio e investimenti sono il punto da cui partire secondo le sue parole? "Il bilancio pluriennale europeo sarà la guida della ripresa. Sarà diverso da quanto immaginato. Ne useremo la potenza per fare leva per investimenti massicci che servono per far ripartire la nostra economia ed il mercato interno dopo il coronavirus. Anticiperemo" fondi "con un front loading per partire subito con gli investimenti".


Solo il tempo potrà darle ragione o torto, così come quello che sostiene sia stato fatto: "L'UE ha fatto più in queste ultime quattro settimane di quanto non abbia fatto nei primi quattro anni dell'ultima crisi; ha dato una risposta collettiva, mobilitando oltre tremila miliardi di euro. Ma sappiamo che dovrà essere fatto molto di più, perché questa è una lunga strada e il mondo di domani sarà molto diverso da quello di ieri"


Ha detto bene: quello che è stato fatto è poco rispetto a quello che si dovrà ancora fare! Una cosa è sicura: nel post COVID 19 cambieranno molte cose e scenari, perché la pandemia non guarda in faccia nessuno e ha modificato il quadro sociale ed economico mondiale ed europeo. Ma basterà a dare una "coscienza" europea, unica, vera, indipendentemente dalle nazioni? Oppure molte intenzioni e cose dette resteranno frasi di circostanza che, nel momento in cui andranno messe in pratica, troveranno ostacoli e... frontiere? Sono sempre stato e continuo ad essere scettico sul concetto di Unione Europea ma, per una volta, vorrei e spero di sbagliarmi...

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