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COME L'11 E IL 15 SETTEMBRE? NON PROPRIO... SI SPERA!



Due date difficili da scordare: oggi come allora, Goldman Sachs ha tracciato un quadro di quello che potrebbe aspettarci...


11 settembre 2001: crollo delle Twins Towers, 15 settembre 2008: fallimento di Lehman Brothers! Due eventi storici che hanno innescato una crisi economico - finanziaria con risvolti che, ancora oggi, sono ben scolpiti nella mente di tutti! Nel 2020 le "Twinn Towers" e "Lehman Brothers" si chiamano, più semplicemente, Coronaviurs! Ora come allora, Goldman Sachs, il colosso bancario newyorchese di West Street 200, ha sguinzagliato i suoi analisti - segugi che hanno dipinto un quadro della situazione previsionale spiegando, in "conference call", ai suoi 1.500 investitori più importanti la situazione.


La conclusione a cui il colosso bancario è approdata, in riferimento ai mercati, è più vicina a quella del post Twin Towers piuttosto che a Lehman Brothers. Stando a GS: “Non c’è un rischio sistemico: i governi stanno intervenendo per stabilizzare i mercati e il settore bancario è ben capitalizzato”. C'è solo da sperare che i "segugi" abbiano buon fiuto. Se così non fosse, secondo loro, resterebbe un incubo protratto nel tempo, ma non un disastro. Proviamo ad addentrarci nei meandri delle menti degli analisti, analizzando le "tesi" che portano alla conclusione di cui sopra.

Il punto di partenza si chiama COVID 19. Bene... anzi male! Il picco delle persone contagiate è atteso in 8 settimane, poi dovrebbe iniziare a diminuire, oltretutto, c'è un'altra considerazione da fare: si ritiene che sia un virus legato al clima e stagione. I contagi, si sa, ormai sono elevatissimi, purtroppo, tanto da poter stilare una casistica delle persone infettate. L' 80% lo ha contratto in forma debole, il 15% in forma media e il restante 5 % è in una fase critica. Come sappiamo, ci sono soggetti maggiormente predisposti, passatemi il termine, più a rischio! Le ipotesi di Goldma Sachs, legate alla popolazione USA, parlano di 150 milioni di persone in previsione di contagio.


Il vero tasso di mortalità è attestato sul 2% concentrato sui più anziani e con problemi immunodeficitari. In termini di cifre parliamo di 3.000.000 di statunitensi. Questo legato alla patologia del COVID 19. Stando ai numeri di GS, a queste "extra", causate dal famigerato viurs, bisogna aggiungere anche i decessi normali" determinati dall'anzianità e malattie di altra natura: parliamo, ogni anno, di altri 3.000.000 di cittadini. Le conclusioni degli analisti di Goldman Sachs sono che avremo sovrapposizioni fra questi due insiemi: ritengono che non ci si possa limitare ad una mera somma matematica che porterebbe a 6.000.000 il numero dei decessi. In tutto questo, in mezzo c'è il Sistema Sanitario che si spera non vada... in tilt! Preoccupazione per gli analisti di West Street arrivano anche da quella che si ritiene la seconda economia mondiale: la Germania dove sono

in previsione 58 milioni di contagiati.


Ma l'aspetto, a mio modo di vedere, più inquietante è l'innesco di una discussione sul "Modus operandi". Non esiste dubbi che la quarantena sia di default la soluzione primaria e più logica, oltre che giusta! Certo hai i suoi pro e contro come i costi e risvolti economici molto forti, ma si riduce il tasso di contagio e la Sanità può respirare e organizzarsi per continuare ad affrontare al meglio l'emergenza! Sull'altro fronte abbiamo la totale follia, da "Repubblica delle banane", della Gran Bretagna: sostener la tesi della diffusione per creare l'immunità di gregge è da totali decerebrati per non dire pazzi completi! Evito di dire quello che penso di Boris Johnson!


Oltre ai risvolti clinici - medici, Goldman Sachs ha puntato il dito sulla situazione economica. Il PIL mondiale è in previsione di ribasso, mai come negli ultimi degli ultimi 30 anni: si parla del 2% al quale aggiungiamo un declino del 15-20% dell'indice S&P nell'anno in corso. In discesa anche il petrolio arrivato oggi (18.03.2020) a 25$ al barile, in tutto ciò aggiungiamo la situazione in Cina, Paese da dove è partito questo disastro. Per quanto vero che l'epidemia, da loro, si è bloccata è vero anche che questo sta comportando problemi non da poco. Stiamo parlando di forniture industriali in tutto il mondo: ci vorranno sei mesi perché riprenda a pieno ritmo! E non dimentichiamo l'aspetto psicologico, anche questo ha una certa influenza sui mercati: gli analisti di GS ritengono che, nella seconda parte dell’anno, ci sia una ripresa.

Il Coronavirus ha offerto su un piatto d'argento il pretesto giusto per quello che i mercati finanziari! In pratica, dopo il periodo più lungo di crescita della storia, stanno scovando un valido motivo per scendere: con il COVID 19 lo hanno trovato.

Ma quello che maggiormente a noi sta a cuore sono le sorti del nostro Paese! Pochi giorni fa ho pubblicato un articolo in cui veniva spigata l'ascesa dell’Italia nel dopoguerra fino ad arrivare ad essere la 4a potenza economica mondiale. Eravamo e siamo una nazione che punta molto sull'industria e lavoro autonomo. Con questa situazione, inutile dire che, più di molti altri, soffriremo lo "stallo" e la "discesa"!


Solo due cose potranno far ripartire "l'Azienda Italia": la prima èsenso di responsabilità da parte di TUTTI, ORA,nell'affrontare questa drammatica situazione, PROFESSIONISTI E NON. La seconda sarà rimboccarsi le manche quando arriverà il momento giusto. Il resto... sono solo parole!

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