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RISPARMIO IMPRESE:  UN ANNO DI PIR

Nel primo anno di applicazione i PIR hanno raccolto investimenti per 11 miliardi di euro, risultato superiore alle previsioni: dati 2017 e obiettivi 2018.


AVVIARE UN E-COMMERCE: REGOLE E BUROCRAZIA

I PIR, piani individuali di risparmio, pensati per avvicinare le IMPRESE al mercato finanziario, hanno ottenuto nel primo anno di applicazione un successo superiore alle stime ministeriali. L’obiettivo era quello di raccogliere fra i 16 e i 18 miliardi di euro entro i primi cinque anni di applicazione, mentre nel solo 2017 è stata raggiunta la cifra di 11 miliardi di euro di investimenti. Secondo le stime del ministero, si prevede che nel 2018 ci saranno 50 nuove quotazioni di aziende stimolate dai PIR.


RISPARMIO AGEVOLATO: COME INVESTIRE NEI PIR

Sono piani di investimento a medio-lungo termine destinati a persone fisiche e agli enti previdenziali, fino a un massimo di 30.000 €. all’ anno e di 150.000 €. in tutto, con durata minima pari a cinque anni.


Il 70% delle risorse deve obbligatoriamente essere investito in strumenti finanziari emessi da imprese, e il 30% di questo 70% deve riguardare imprese non quotate. In pratica, si incentiva l’afflusso di denaro verso la finanza per le imprese. Lo strumento, introdotto dalla finanziaria dello scorso anno, è fiscalmente incentivato con l’esclusione da tassazione se l’investimento viene tenuto per i cinque anni previsti. In caso contrario, si applica la tassazione prevista nel momento in cui si percepiscono i proventi.

I PIR sono stati introdotti dalla manovra 2017 (commi da 100 a 114 della legge 232/2016).


Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana, sottolinea a sua volta come l’introduzione dei PIR abbia contribuito all’ anno positivo per i mercati azionari: «Dall’ aumento delle società quotate e della liquidità, alle performance degli indici rappresentativi delle imprese, al successo delle SPAC fino al consolidamento del mercato AIM Italia, i PIR hanno rappresentato un elemento decisivo favorendo la presenza di investitori domestici. Accogliamo con favore l’estensione al settore immobiliare, per il quale Borsa Italiana mette a disposizione mercati dedicati».

Il riferimento è alla norma inserita in Legge di Bilancio 2018 che estende i PIR anche al settore immobiliare, precedentemente escluso.


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